Processo Tributario Telematico, a che punto siamo

Ancora oggi il Processo Tributario Telematico è meramente facoltativo per le parti del processo, e non è stata ancora fissata una data per la sua obbligatorietà sebbene si parli della seconda metà del 2018 come possibile momento di entrata in vigore. Vediamo nel frattempo lo stato dell’arte

Questo articolo fa parte della raccolta “Processo Telematico. Facciamo il punto. I cinque processi telematici a confronto

Sperimentato sin dal 2010 (con un progetto pilota che ha coinvolto le Commissioni Tributarie Provinciale e Regionale del Lazio), il Processo Tributario Telematico ha dovuto attendere il dicembre del 2015 per essere attuato (per gruppi di regioni) sul territorio nazionale.

A fare da capofila sono state le Commissioni Tributarie di Umbria e Toscana, per le quali il Tributario Telematico è entrato in vigore già dal dicembre 2015, ed a chiudere il cerchio sono state le Commissioni di Marche, Val d’Aosta e Trentino-Alto Adige, per le quali il Tributario Telematico è entrato in vigore nel luglio 2017.

Ad oggi il Processo Tributario Telematico è meramente facoltativo per le parti del processo, e non è stata ancora fissata una data per la sua obbligatorietà (sebbene si parli della seconda metà del 2018 come possibile momento di entrata in vigore del Tributario Telematico obbligatorio).

Fonti

Le principali fonti normative di riferimento per il Processo Tributario Telematico sono il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 03 dicembre 2013 n° 163, che contiene il Regolamento recante la disciplina dell’uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario e le connesse Regole Tecniche, contenute nel Decreto del Direttore Generale delle Finanze, 4 agosto 2015.

Va ricordata inoltre la Circolare n° 2/DF dell’11 maggio 2016, che si occupa di offrire chiarimenti e precisazioni sul funzionamento del Processo Tributario Telematico.

Da segnalare il recente intervento di “potenziamento” del Processo Tributario Telematico con il Decreto del Direttore Generale delle Finanze del 28/11/2017, in vigore dal 12.12.2017, che ha modificato l’art. 10 del decreto 4 agosto 2015, portando a 10 mb il limite dimensionale del singolo file depositabile nel PTT (il provvedimento cura inoltre di precisare che è possibile allegare al massimo 50 file in un singolo deposito e che il limite massimo di dimensione del deposito è pari a 50mb).

Sebbene gli operatori percepissero come più urgente una chiara legittimazione dei formati eml e/o msg in sede di deposito (ad oggi fondata sulla sola presenza, sul portale online della giustizia tributaria, di un elenco “formati gestiti” dal S.I.G.I.T. che ora include il formato eml, formato il cui inserimento nel deposito genera ancora comunque un alert di errore non bloccante da parte del sistema), si tratta comunque di un’innovazione da salutare con favore, considerando anche il fatto che il permanere dell’obbligo di sottoscrizione con firma digitale di ogni documento nel PTT appesantisce la dimensione dei file da depositare.

Autorità ed infrastrutture

Il Processo Tributario Telematico dipende dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, e si fonda sul sistema S.I.Gi.T. (“Sistema Informativo della Giustizia Tributaria”) un’emanazione del sistema informativo della Fiscalità (S.I.F.) che si avvale delle medesime infrastrutture.

Appare importante segnalare come il S.I.Gi.T. sia ad oggi l’unica piattaforma informatica “processuale” che consente l’accesso tramite SPID.

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