Avvocati e notifica atti, che cambia con Eidas – di Giuseppe Vitrani

Certamente con il nuovo regolamento europeo sussiste il diritto a notificare validamente un atto del processo mediante utilizzo di un servizio di recapito elettronico certificato diverso dalla PEC; ma allo stato attuale l’attuazione di tale diritto non è garantita e serve un altro intervento del legislatore.

L’entrata in vigore del Regolamento Ue n. 910 del 2014 e la successiva riforma del codice dell’amministrazione digitale appaiono destinati ad avere riflessi anche sull’attività degli avvocati, in particolare in materia di notificazioni a mezzo della posta elettronica certificata.

Come noto infatti la sezione VII del Regolamento comunitario introduce la nozione di servizio elettronico di recapito certificato e di servizio elettronico di recapito certificato qualificato e detta, all’art. 43, un principio molto chiaro in forza del quale “ai dati inviati e ricevuti mediante un servizio elettronico di recapito certificato non sono negati gli effetti giuridici e l’ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali per il solo motivo della loro forma elettronica o perché non soddisfano i requisiti del servizio elettronico di recapito certificato qualificato”.

Detto principio, sinteticamente definito come di non discriminazione ha trovato ingresso nel CAD riformato, tant’è che il nuovo art. 1, lettera n-ter, del Codice prevede che il domicilio digitale può “essere eletto presso l’indirizzo di posta elettronica certificata o altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato” di cui al citato Regolamento e soprattutto l’art. 1-ter prevede ora che “ove la legge consente l’utilizzo della posta elettronica certificata è ammesso anche l’utilizzo di altro servizio elettronico di recapito certificato”.

D’altro canto, per quanto concerne l’attività di notificazione per via telematica degli avvocati, la legge (n. 53 del 1994) prevede ancora l’uso esclusivo della sola posta elettronica certificata che, come noto, costituisce servizio di recapito elettronico certificato ma non qualificato (dal momento che lo stesso non consente con sicurezza l’identificazione del mittente e del destinatario).

La domanda da porsi è dunque quale sorte avrebbe una notificazione effettuata attraverso un diverso servizio di recapito elettronico: sarebbe valida o nulla / inesistente?

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