Obbligo aste telematiche e portale vendite pubbliche, che c’è da sapere – di Riccardo Berti e Leonardo Scinto

Dal 10 luglio è scattato l’obbligo utilizzo di modalità telematiche per la vendita forzata immobiliare. Vediamo che significa, le conseguenze e le diverse criticità da affrontare adesso

La data del 10 aprile ha segnato un momento importante nell’evoluzione in senso digitale del mercato delle esecuzioni.

Da tale data è entrata in vigore la nuova formulazione dell’art. 569 co. 4 c.p.c., che ora impone, “salvo che sia pregiudizievole per gli interessi dei creditori o per il sollecito svolgimento della procedura”, l’utilizzo di modalità telematiche per la vendita forzata immobiliare.

Il 10 aprile sono infatti trascorsi 90 giorni dall’”accertamento della piena funzionalità del portale delle vendite pubbliche previsto dall’art. 161-quater delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile”, accertamento sancito dal Decreto Ministeriale del 5 dicembre 2017, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 7 del 10-01-2018 e indicato come dies a quo per il calcolo del termine di entrata in vigore delle modifiche all’art. 569 c.p.c. dal D.L. 59/16, come convertito dalla L. 119/2016.

In un’evoluzione segnata da vari step, battute di arresto ed accelerazioni, le procedure di vendita forzata relative a beni immobili possono dirsi oggi -quasi esclusivamente- obbligatoriamente telematiche.

Dal 18 luglio 2017 è infatti online il portale unico delle vendite pubbliche previsto dal Decreto Legge 83/15 (come convertito dalla Legge 132/15), e a far data dal 19 febbraio scorso è obbligatorio dar corso alla pubblicità delle procedure su tale portale pena, in difetto, l’estinzione del procedimento esecutivo ex art. 631 bis c.p.c. (tale articolo è stato aggiunto al c.p.c. dal D.L. 83/15 ed è entrato in vigore, a mente dell’art. 23 co. 2 del medesimo decreto legge, decorsi trenta giorni dall’adozione delle specifiche tecniche previste dall’articolo 161-quater delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, adozione avvenuta in data 12.01.2018).

La digitalizzazione dell’esecuzione immobiliare si completa quindi con l’obbligo di procedere alla vendita forzata nelle modalità telematiche previste dal nuovo art. 569 c.p.c. e disciplinate dalle regole tecniche di cui al D.M. 32 del 26.02.2015 e dalle connesse specifiche tecniche.

Obbligo aste telematiche e portale vendite pubbliche

Quanto all’applicazione delle nuove regole il dato letterale porta a ritenere che le stesse vadano applicate per tutte le procedure la cui ordinanza di vendita sia stata emessa a far data dall’11 aprile 2018, essendo che tale ordinanza contiene la disciplina della vendita ed indirizza il giudice o il delegato nella fase successiva.

Il portale delle vendite pubbliche deve quindi raccogliere in primo luogo la pubblicazione dell’avviso di vendita (pena in difetto l’estinzione della procedura), quindi l’offerta telematica di partecipazione all’asta (da trasmettere a mezzo PEC). Il sistema consente inoltre di formulare direttamente dal web una richiesta di visita dell’immobile al custode, mentre la gara o incanto fra offerenti verrà invece ospitata sulla piattaforma del gestore della vendita telematica (individuato dal giudice nell’ordinanza ex 569 c.p.c.).

Scopo pratico della riforma è quello di raggiungere il numero massimo possibile di interessati, anche fuori Foro, che ora potranno partecipare alle aste senza la necessità di recarsi fisicamente sul luogo di banditura.

All’aumentare della platea degli interessati aumenta anche la concorrenza e, negli auspici del legislatore, gli incassi per i creditori, spesso istituzionali (la riforma ha goduto infatti di un’accelerazione proprio grazie al suo inserimento nel pacchetto di misure volte a favorire gli investitori in banche in liquidazione).

Inoltre l’accentramento e la digitalizzazione del sistema delle vendite pubbliche consente di raccogliere una inedita mole di dati relativi alle procedure ed ai prezzi di vendita, così da ricavare trend su prezzi, tempi e da individuare e correggere eventuali anomalie.

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