Sabato 23 Settembre 2017

Dottrina

Errata indicazione nell'indicazione del numero di ruolo: la sorte della busta (di Nicola Gargano)

Può capitare, nella moltitudine dei depositi telematici, di depositare un atto sbagliando il numero di ruolo all’interno del redattore, pur avendolo inserito correttamente all’interno dell’atto telematico o in ogni caso avendo inserito all’interno dell’atto elementi che consentano al cancelliere di identificare il ruolo corretto.

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Perché il PCT ha paura della firma digitale?

Il titolo dell’articolo può apparire provocatorio, ed in effetti lo scopo delle righe che seguono è proprio quello di lanciare una provocazione al legislatore artefice del decreto legge n. 83/15, in particolare delle norme che si occupano del processo telematico.

Se infatti va salutata senza dubbio con favore l’estensione ex lege al deposito per via telematica anche gli atti esclusi dal regime dell’obbligatorietà ex art. 16 bis d.l. 179/12, non altrettanto può dirsi per le norme dettate in materia di attestazioni di conformità.

Come noto, l’art. 19 del decreto legge in commento ha introdotto l’art. 16-undecies al decreto legge n. 179/12 con il compito di dettare norme primarie cogenti in tema di attestazione di conformità. La norma in commento prescrive infatti che:

Quando l'attestazione di conformità prevista dalle disposizioni della presente sezione, dal codice di procedura civile e dall'articolo 3 bis comma 2, della legge 21 gennaio 1994, n. 53, si riferisce ad una copia analogica, l'attestazione stessa è apposta in calce o a margine della copia o su foglio separato, che sia però congiunto materialmente alla medesima.

Quando l'attestazione di conformità si riferisce ad una copia informatica, l'attestazione stessa è apposta nel medesimo documento informatico.

Nel caso previsto dal comma 2, l'attestazione di conformità può alternativamente essere apposta su un documento informatico separato e contenente l'indicazione dei dati essenziali per individuare univocamente la copia a cui si riferisce; il predetto documento è allegato al messaggio di posta elettronica certificata mediante il quale la copia stessa è depositata telematicamente. Se la copia informatica è destinata alla notifica, l'attestazione di conformità è inserita nella relazione di notificazione

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Processo Civile Telematico: l’indicazione degli atti depositabili

1. L’obbligo del deposito telematico

Il Processo Civile Telematico è divenuto ormai operativo ed è entrata recentemente in vigore l’obbligatorietà del deposito telematico degli atti processuali, seppur limitatamente a determinate ipotesi.

 

Invero, l’articolo 44 del Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90, ha novellato l’articolo 16bis del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179, che aveva introdotto la suddetta obbligatorietà, rimodulando parzialmente le relative tempistiche di attuazione. L’attuale formulazione dell’articolo 16bis, comma 1, infatti, dispone che, nei procedimenti civili, contenziosi o di volontaria giurisdizione, l’obbligo di depositare in via esclusivamente telematica gli atti e documenti delle parti precedentemente costituite, gli atti e documenti dei soggetti nominati o delegati dall’Autorità Giudiziaria, nonché gli atti e documenti dei soggetti nominati dalle parti, decorre rispettivamente:

  • dal 31 dicembre 2014, qualora il procedimento abbia avuto inizio in data antecedente al 30 giugno 2014;
  • dal 30 giugno 2014, qualora il procedimento abbia avuto inizio in data successiva al 30 giugno stesso.

Il medesimo articolo 16bis, comma 2, prevede egualmente, nelle stesse tempistiche supra indicate, l’obbligo di deposito telematico degli atti successivi all’atto con cui venga avviata l’esecuzione.

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Le attestazioni di conformità nel Processo Telematico

A seguito delle molteplici novità normative in punto di Processo Telematico, sempre più frequente è la richiesta di formule per attestare la conformità degli atti e documenti, nelle varie ipotesi previste dal Legislatore. Riporto, pertanto, alcune formule base, adattabili alle circostanze. Ringrazio l’Avv. Luca Sileni da cui ho mutuato una delle elaborazioni. Ovviamente, la dichiarazione dei dati del procedimento presente nella formula numero 4 è solo eventuale, imponendosi qualora si tratti di atto in procedimento già pendente (es. l’ordinanza che ammette l’interrogatorio formale del contumace ex art. 292 cpc) e deve essere apposta anche nella formula numero 5, se ne ricorrono i presupposti. Si tenga presente che a seguito dell’entrata in vigore del DPCM 13.11.2014 può essere necessario apporre l’impronta informatica e il riferimento temporale: a tal fine, consiglio l’app del Collega Claudio Di Stasio reperibile al seguente link: http://apps.dirittopratico.it/

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Processo esecutivo telematico: alcune precisazioni

Alla luce di diverse occasioni d’incomprensione manifestate dai Colleghi, appare opportuno ricostruire il substrato normativo circa l’applicazione del Processo Telematico al processo esecutivo di cui al Libro III del Codice di Procedura Civile.

Come noto, una parte delle disposizioni ivi contenute è stata novellata dal Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 132, convertito in Legge 10 novembre 2014, n. 162, incidendo notevolmente sulla struttura procedimentale delle esecuzioni civili.

Invero, le tre forme di pignoramento sono state modificate, mediante intervento sugli articoli 518, 543 e 558 cpc ad opera dell’art. 18 del DL 132/2014. La formulazione ora vigente statuisce che sia il creditore procedente (tramite il suo difensore) ad iscrivere a ruolo il pignoramento, una volta che questo gli sia riconsegnato da parte dell’Ufficiale Giudiziario: quest’ultimo, insomma, non procede più alla “preiscrizione” del fascicolo dell’esecuzione, depositando titolo, precetto e pignoramento.

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